Il libro mio

Non siamo mai abbastanza - immagine di copertinaSi chiama Non siamo mai abbastanza, l’ho scritto nel 2010, è uscito nel 2011 per quei bei tipi di 66thand2nd.

Così di solito ne parlo io:

Il titolo doveva essere un altro ma vabbè. Si parla di: Mondiali di calcio, delitto Moro, Playmobil, Diego Armando Maradona, Procedura penale, scherma, Uomo tigre, discese in campo, tammurriate e altre fesserie. Ma soprattutto dei fatti miei (e vostri).

Questo invece è il modo ufficiale in cui mi presenta la mia casa editrice:

“Forse morire significa questo: quando finisce una cosa e non lo sapevi che ti piaceva, non lo sapevi fino a quando non finisce”

Le passioni sportive, civili e private vissute da Marco nell’arco di trentasei anni, a partire dal suo concepimento avvenuto durante i mondiali di calcio del 1974 fino agli ultimi campionati del 2010. Prima a Napoli, dove è nato, poi a Bologna, per studiare Legge senza troppa convinzione, e infine a Torino, dove si trasferisce in cerca di lavoro e incontra l’amore — Marco cresce, sbaglia, si indigna e racconta gioie e dolori di un’Italia che ancora stenta a riconoscersi come un’unica nazione. Una vita fotografata nei giorni in cui gioca la Nazionale, le polemiche sul calcio scommesse, l’inno di Mameli, la lotteria dei rigori s’intrecciano agli avvenimenti che hanno cambiato la storia dell’Italia: l’omicidio Moro e le Br, la Legge Basaglia, la discesa in campo del Cavaliere e l’affermarsi della Lega, il terremoto dell’Irpinia, la televisione a colori con il telecomando… Un mosaico fatto di micro-episodi in cui si leggono le aspirazioni e le delusioni di una generazione che «non si aspetta di vivere in condizioni migliori di quella che l’ha preceduta».

Vincitore del concorso In Attesa dell’Unità d’Italia indetto da 66thand2nd in occasione del centocinquantesimo anniversario dell’Unità. Il testo è stato selezionato da una giuria composta da Gabriele Romagnoli e Paolo Verri, e da Tomaso Cenci e Enzo Rammairone di 66thand2nd.

E questo infine è quel che scrivono alcuni di quelli che ne hanno parlato:

“Funambolico” (La Stampa)

“Sventola di nuovo la bandiera dell’avanguardia” (Correre)

“Colpo di scena finale che sa di Tennessee Williams” (La Repubblica)

“Piglio onirico e disacrante” (Il Giornale)

“Passaggi notevoli per tratteggio storico e sottile umorismo” (Il Mattino)

(Sul sito della casa editrice la rassegna stampa completa).

Dove comprarlo? Ma quante cose volete sapere! In libreria per esempio: essendo distribuito da Messaggerie si trova un po’ dappertutto, in particolare nelle Feltrinelli. E poi nei negozi online: Internet Book Shop (IBS), Bol, Dvd.it, Hoepli, Amazon e simili.

Se vi capita di leggerlo, fatemi sapere qui che ne pensate.


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