Due bradipi e un bracco

Il bradipo di Bra
ha in braccio due babà

.

Il bradipo alle Ebridi
trema, di freddo è livido
Mentre si libra un albatro
legge un libro geografico
Si vibra un colpo: “Eureka!
Son brasileiro, tropico
di certo non son nordico!”
Gli prende un dubbio, un brivido:
“Mi imbrogliano? Mi imbrigliano?
Non è che sono un ibrido?”

.

Il baldo bracco che vive a Bra
Leggeva libri di Richard Bach
Suonava brani di Christian Bach
Brucava erba e fiori di Bach
Se gli dicevi “Che bravo! Che bra’!”
Non rispondeva “Perbacco!” ma “Bah…”

.

babà salato

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La tràcina

Com’è triste la tracina
che in mezzo al mare macina
il suo grano di Cina.

Questa è una storia tragica:
arriva un’onda strabica
la macina tracima.

(Oh, tracina piccina!)


La mela verde (ovvero quando mi misi a scrivere poesie imitando Toti Scialoja)

(Prescindibile premessa personale. Era il 1994, quasi vent’anni fa a pensarci. La prima repubblica e la mia carriera sportiva si erano appena miseramente concluse. Iniziava l’odissea del berlusconismo e del corso di laurea in giurisprudenza. Ero andato a Torino a trovare Remo Bassetti, che all’epoca era solo il mio (ex) maestro di scherma: il giornalismo, il giornale, il mio trasferimento sotto la Mole, erano lontani e non prevedibili. Remo mi aveva fatto scoprire le brevi, meravigliose poesie “per bambini” di Toti Scialoja. Animali e cose che parlano e bevono e fumano come uomini; parole e lettere che si intrecciano e si accartocciano e suonano come musica: trovai subito quel mondo di un fascino irresistibile. E, tra parentesi, trovai ingiusta e ghettizzante sia la fama di filastrocche per l’infanzia, sia la definizione di nonsense, appiccicate a quei versi: su questo a breve un apposito post. Comunque, tornato a Napoli con quella musica in testa, giravo nella calura di luglio guardando come sempre le scritte sui muri, e lessi: “Virginia vergognati”. Colpito dall’assonanza scialojana, produssi la mia prima scialojata, eccola)

La mela verde, quando il caldo spugna

ed anche il ratto brucia nella fogna

e al vero porco gli si sbava il grugno,

mi danza il valzer (e il verme se la sogna)

sorseggia vermouth sopra l’Aremogna

o beve freddo il rosso di Borgogna.

È ancora vergine, e non se ne vergogna.