6x6x6 – Variazioni Augusto

Quello che avete davanti è un cubo magico. Un cubo di 6 facce, su ogni faccia ci sono 6 poligoni, ogni poligono ha 6 lati. Un cubo impossibile. 

Tra il racconto breve (short story) e il racconto lampo (flash story) c’è la stessa distanza che passa tra il romanzo e il racconto. L’essenzialità della forma breve, portata all’estremo, diventa multiformità, si apre a variazioni e appropriazioni infinite. Come in quello che è – o è stato a lungo considerato – il racconto più breve della storia della letteratura: “Cuando despertó, el dinosaurio todavía estaba allí” (“Quando si risvegliò, il dinosauro stava ancora lì”), di Augusto Monterroso.

O ancora come nel caso del solito Hemingway, che si vantò di scrivere – o al quale è stato attribuito questo vanto – un racconto in sole 6 parole: “For sale: baby shoes, never worn” (che incredibilmente nella traduzione italiana riesce a non allungarsi: “Vendesi scarpine da neonato, mai usate”).

Quello che vi trovate davanti è perciò un modo per raccogliere, con poca modestia, la sfida dei maestri del genere e misurarsi con la tradizione della flash story. È dunque un gioco combinatorio, ma è anche un gioco metaletterario: di questi standard infatti sono riprese non solo le forme (il limite delle sei parole) ma anche i contenuti. Si tratta allora di variazioni.

Ed ecco dunque il cubo. 6 scrittori, per ognuno dei quali 6 racconti, ognuno dei quali è composto da 6 parole. 6x6x6.
Questa è la prima faccia: Augusto Monterroso.

(Continua su Crapula)


Classifica di qualità dei libri usciti tra il primo ottobre 2018 e il 31 gennaio 2019

(Da L’Indiscreto)

Le classifiche di vendita dei libri parlano sempre meno di letteratura, perché sono condizionate dalla massiccia presenza di prodotti editoriali costruiti per cavalcare l’interesse del momento. Per questo motivo, dal 2009 al 2013 il festival Pordenonelegge e il premio Dedalus avevano istituito le “Classifiche di qualità”, dove un nutrito gruppo di “grandi lettori” votava periodicamente quelli che a suo avviso erano i migliori libri usciti in quel lasso di tempo.
Abbiamo così deciso (col placet dei fondatori della prima versione) di rilanciare sotto il nostro patrocinio una nuova edizione delle “Classifiche di qualità”. A partire dai critici interpellati in una grande inchiesta sullo stato della critica letteraria ad opera dello scrittore Vanni Santoni, l’autore e la redazione si sono operati per ricreare un gruppo di “grandi lettori”, che, oltre ai succitati critici e alle scrittrici e agli scrittori italiani che si sono offerti di partecipare, si estende anche a riviste letterarie, librerie indipendenti, giornalisti culturali, editor e altri operatori del settore, per un totale di 280 giurati. Un numero destinato ad ampliarsi con le nuove edizioni, in modo da garantire una classifica sempre più affidabile.
La nuova Classifica di qualità dell’Indiscreto sarà stilata tre volte l’anno, a metà dei mesi di febbraio, giugno e ottobre, secondo intervalli proporzionati agli archi della produzione editoriale, e interpellerà i votanti in merito ai migliori libri italiani di prosa, poesia e saggistica del periodo immediatamente precedente.  I giurati si esprimeranno con tre voti per ogni categoria; a ogni primo posto saranno assegnati nove punti, cinque al secondo e tre al terzo. Conclusa la votazione, la redazione calcolerà i risultati per poi pubblicare i risultati su L’Indiscreto. A fine anno si aggiungerà un voto extra sui migliori libri in traduzione.
Scopo di queste classifiche è fornire ai lettori un utile indicatore sui titoli più meritevoli secondo gli addetti ai lavori, di cui è stato scelto un campione capace coprire una grande varietà di interessi e competenze, in numero sufficiente da diluire nella statistica i danni di eventuali partigianerie. L’industria editoriale ha risposto alla crisi continuando nell’errore di una produzione eccessiva e accelerata, che rischia di far scomparire in breve tempo titoli più che degni di rimanere negli scaffali. Quel che ci proponiamo con queste classifiche, è di ostacolare questa tendenza e riportare l’attenzione sui libri di qualità, che non di rado rischiano di essere travolti in questa escalation.

Regolamento e lista dei grandi lettori


Classifica di febbraio 2019

(libri usciti tra il primo ottobre 2018 e il 31 gennaio 2019)


Narrativa

 

1) Emanuele Trevi, Sogni e favole, Ponte alle Grazie

2) Tommaso Pincio, Il dono di saper vivere, Einaudi Stile libero

3) Ezio Sinigaglia, Il pantarèi, TerraRossa

4) Sergio Nelli, Ricrescite, Tunué

5) Walter Siti, Bontà, Einaudi Stile libero  

6) Teresa Ciabatti, Matrigna, Solferino  

7) Wu Ming, Proletkult, Einaudi Stile libero  

8) Alberto Schiavone, Dolcissima abitudine, Guanda  

9) Marco Marrucci, Ovunque sulla terra gli uomini, Racconti edizioni

10) Cristiano Cavina, Ottanta rose mezz’ora, Marcos y Marcos

(continua su L’Indiscreto)


L’eterno Bolaño

Quando ci si trova davanti a un libro di Bolaño una delle prime cose che viene da chiedersi è a quale categoria appartenga. Il corpus dello scrittore cileno infatti può essere sezionato lungo varie assi: poesie vs prose; e tra queste ultime romanzi o raccolte di racconti; oppure, libri mostruosamente lunghi e belli (I detective selvaggi2666) di qua, libri altrettanto belli di là; e ancora, a seconda dell’uscita, libri pubblicati Bolaño vivente (1953-2003), e libri postumi. Questa ultima distinzione in realtà ha poco senso (non che le altre…), dato che Roberto Bolaño scrisse furiosamente fino alla fine della sua non lunga vita, lasciando romanzi praticamente pronti o quasi; piuttosto tra i postumi si può distinguere tra questi ultimi, che lo sono solo per un triste accidente, e i veri e propri recuperi dall’archivio, inediti o bozze che dir si voglia, operazioni filologiche ma non per questo meno interessanti: provare per credere Lo spirito della fantascienzauscito a inizio 2018.

La pista di ghiaccio, questo il libro fuori ora per Adelphi, appartiene alla categoria degli editi-editi, anzi in molti lo stanno sbandierando come l’esordio di Bolaño, il che è contemporaneamente falso e non vero: sia perché la sua prima pubblicazione fu ovviamente una raccolta di poesie, dato che B. nasce come poeta e si piega alla narrativa per bieche ragioni economiche (pregasi rileggere le ultime parole senza ridere); sia perché sul fronte della narrativa la sua prima uscita è un curioso esperimento a quattro mani scritto con Antoni García Porta, dal titolo Consigli di un discepolo di Jim Morrison a un fanatico di Joyce. Però via, di fatto La pista de hielo fu il primo romanzo pubblicato solo a nome Bolaño, e quindi. Inoltre, vero che in Italia era uscito decenni fa per Sellerio, come molto altro di B., ma qui arriva nella nuova traduzione dell’ormai affezionatissima Ilide Carmignani: ce n’è d’avanzo (e sia chiaro, non sto tentando di convincervi a leggerlo; io non ne ho l’autorità, lui non ne ha bisogno).

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(continua su Esquire)


La rivista culturale L’Indiscreto rilancia le “classifiche di qualità” con duecento giurati dal mondo letterario e editoriale

(tra i duecento ci sarò anche io, ma non è solo per questo che pubblico il seguente comunicato:)

Le classifiche di vendita dei libri parlano sempre meno di letteratura, perché sono condizionate dalla massiccia presenza di prodotti editoriali costruiti per cavalcare l’interesse del momento.

Per questo motivo, dal 2009 al 2013 il festival Pordenonelegge e il premio Dedalus avevano istituito le “Classifiche di qualità”, dove un nutrito gruppo di “grandi lettori” votava periodicamente quelli che a suo avviso erano i migliori libri usciti in quel lasso di tempo.

La rivista culturale L’Indiscreto, edita dalla Casa d’Aste Pananti, ha oggi deciso (col placet dei fondatori della prima versione) di rilanciare sotto il proprio patrocinio una nuova edizione delle “Classifiche di qualità”.

A partire dai critici interpellati in una grande inchiesta sullo stato della critica letteraria ad opera dello scrittore Vanni Santoni, l’autore e la redazione si sono operati per ricreare un gruppo di “grandi lettori”, che, oltre ai succitati critici e alle scrittrici e agli scrittori italiani che si sono offerti di partecipare, si estende anche a riviste letterarie, librerie indipendenti, giornalisti culturali, editor e altri operatori del settore, per un totale di 200 giurati. Un numero destinato ad ampliarsi con le nuove edizioni, in modo da garantire una classifica sempre più affidabile.

La nuova Classifica di qualità dell’Indiscreto sarà stilata tre volte l’anno, a metà dei mesi di febbraio, maggio e ottobre, secondo intervalli proporzionati agli archi della produzione editoriale, e interpellerà i votanti in merito ai migliori libri italiani di prosa, poesia e saggistica del periodo immediatamente precedente.
I giurati si esprimeranno con tre voti per ogni categoria; a ogni primo posto saranno assegnati nove punti, cinque al secondo e tre al terzo. Conclusa la votazione, la redazione calcolerà i risultati per poi pubblicare i risultati su L’Indiscreto.

A fine anno si aggiungerà un voto extra sui migliori libri in traduzione.

Scopo di queste classifiche è fornire ai lettori un utile indicatore sui titoli più meritevoli secondo gli addetti ai lavori, di cui è stato scelto un campione capace coprire una grande varietà di interessi e competenze, in numero sufficiente da diluire nella statistica i danni di eventuali partigianerie.

L’industria editoriale ha risposto alla crisi continuando nell’errore di una produzione eccessiva e accelerata, che rischia di far scomparire in breve tempo titoli più che degni di rimanere negli scaffali. Quel che ci proponiamo con queste classifiche, è di ostacolare questa tendenza e riportare l’attenzione sui libri di qualità, che non di rado rischiano di essere travolti in questa escalation.