L’amico invisibile

Sono qui dall’inizio, primi esseri viventi a popolare la Terra, miliardi di anni fa; saranno qui fino alla fine, quando il Sole lentamente scoppierà, incendiando e poi inglobando i pianeti più vicini. Sono qui dall’inizio dei tempi, e hanno dato origine a ogni altra forma di vita conosciuta – sia nel senso ovvio che sono nostri antenati perché da loro discendiamo tutti, ma anche perché hanno causato una serie di trasformazioni nel pianeta, per esempio riempiendo l’atmosfera di ossigeno, che sono state indispensabili per l’evoluzione di forme complesse – eppure è da pochissimo tempo che li conosciamo, che sappiamo della loro esistenza. Sono i nostri antenati, perché da loro discendiamo tutti, ma sono anche i responsabili di alcune trasformazioni del pianeta – per esempio riempire l’atmosfera di ossigeno – indispensabili per l’evoluzione di forme complesse. Sono qui dall’inizio dei tempi, eppure è da pochissimo tempo che li conosciamo, che sappiamo della loro esistenza. Sono gli esseri viventi più semplici, una sola cellula, a volte anche senza nucleo, eppure molto di ciò che fanno è ancora avvolto nel mistero. Signori, benvenuti nel mondo dei microbi.

Anche senza sapere come funzionano, anche ignorando il fatto stesso che esistono, da migliaia di anni ci serviamo di loro: a scopo alimentare. Ma non perché li mangiamo, bensì perché li usiamo per preparare ciò che mangiamo. Dallo yogurt alla focaccia, dalla birra ai crauti, dal vino alla colatura di alici, dalla fontina al kimchi. Nulla di questo, e di molto altro, esisterebbe senza i microbi: naturalmente, senza “certi tipi di microbi, quelli che parlando con i bambini chiamiamo “germi buoni”, per distinguerli dai patogeni, che sono il motivo per cui non ci si deve leccare le mani sporche. Sono i nostri amici invisibili, proprio come il virus è stato definito il nemico invisibile (in verità i microbi cosiddetti “tecnologici”, quelli che usiamo per “costruire” i cibi, non sono gli unici alleati nel mondo unicellulare: ci sono per esempio i batteri che colonizzano il nostro intestino, senza i quali non potremmo digerire e assimilare quasi nulla; ma questo è altro, pur se altrettanto affascinante, discorso). Li usiamo essenzialmente per due scopi: uno conservativo (crauti, latticini), uno trasformativo (pane, vino). Anche se poi le distinzioni teoriche a livello pratico si intrecciano: i formaggi, nati per essere un “latte a lunga conservazione” sviluppano aromi molto più complessi e intriganti dell’alimento di origine; viceversa il vino si conserva per anni, molto più di un semplice succo d’uva, e anche il pane se fatto ad arte è buono per una o due settimane, mentre una schiacciata di acqua e farina dopo qualche ora diventa di pietra.

Ecco, ho pronunciato la parola magica: pane. Perché siamo qui per questo, no? 

(Incipit del mio pezzo per la rivista L’Integrale. Rivista di carta, si compra in libreria, o in panetteria)


One Comment on “L’amico invisibile”

  1. Mr.Loto ha detto:

    Dici bene, il mondo dei microrganismi è sconfinato, ce ne sono di buoni e di cattivi ma in verità hanno un ruolo indispensabile nella nostra vita.
    Un saluto


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