I racconti di Ligotti: horror? Solo un Poe

C’è una sala immersa nel buio. Sulle pareti laterali, qualche luce fioca si agita debolmente. Al centro della stanza, alcune figure si intuiscono nell’oscurità: una forza superiore le tiene sedute, le tiene in silenzio. In fondo alla sala, un personaggio che ha fattezze umane, ma non è umano, sta parlando. E dice:

“Desidero condividere con te una geniale intuizione che ho avuto, durante la mia missione qui. Mi è capitato mentre cercavo di classificare la vostra specie. Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi”.

A questo punto forse l’avrete riconosciuto: è il famoso monologo dell’Agente Smith. Siamo infatti solo in una sala cinematografica, dove stanno proiettando in anteprima Matrix, che già prima di uscire viene acclamato come uno dei capisaldi della fantascienza filosofica contemporanea.

La macchina prosegue:

“Tutti i mammiferi di questo pianeta d’istinto sviluppano un naturale equilibrio con l’ambiente circostante, cosa che voi umani non fate. Vi insediate in una zona e vi moltiplicate, vi moltiplicate finché ogni risorsa naturale non si esaurisce. E l’unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un’altra zona ricca. C’è un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento, e sai qual è?”.

Si alza una voce dall’oscurità del pubblico, e urla rubando la battuta all’attore: “Il virus!”. Quella voce appartiene allo scrittore Thomas Ligotti.

nottuario

Traduzione di Luca Fusari

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5 cose che puoi far finta di sapere su George Saunders

lincoln

traduzione di Cristiana Mennella

George Saunders ha vinto il Man Booker Prize con il suo Lincoln in the Bardo.
Saunders chi? Faccio finta di non aver sentito la domanda. D’altra parte fino all’altroieri l’autore americano aveva scritto solamente raccolte di racconti, quindi ci sta che fosse uno di nicchia. Ma da oggi, con un romanzo vero e per di più premiato, non si può restare a corto di argomenti. Eccone 5 per improvvisare una conversazione brillante (Ma poi da stasera si recupera, eh).

1. Erano meglio i racconti

Sempre dire che erano meglio le prime cose, la purezza delle origini (i primi libri di Dave Eggers, i primi album di Sting, i Genesis con Peter Gabriel ecc.). In questo caso poi cambia sia la forma che il genere: racconti, e racconti di fantascienza. O quasi. Un presente alternativo o un futuro molto prossimo, in cui la tecnologia e la pubblicità dominano, mentre gli uomini – vecchi e bambini compresi – sono costretti a lavori sempre più umilianti. Il primissimo, Il declino delle guerre civili americane: dire che è insuperabile.
Una chicca: Bengodi e altri racconti (2015 per Minimum fax) è la stessa raccolta sopra citata.

(continua su Esquire)