E’ facile scegliere un titolo, se sai come farlo

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Non ci potete credere, vero? Neanche io. Ancora penso di avere le allucinazioni visive. Evidentemente ci sono delle sequenze di parole che a un certo punto gli inventori di titoli iniziano a venerare come formule magiche, capaci di trasmettere il successo da un libro all’altro indipendentemente dall’argomento, dall’autore, dalla case editrice e – ovviamente – da quello che c’è scritto.

Le formule magiche, come tutte le altre cose, vanno a ondate, sono soggette alle mode, ai trend. Ricorderete qualche anno fa, i titoli di film, soprattutto tradotti (quello delle traduzioni delle pellicole straniere è argomento che meriterebbe un libro, altor che post), con lo schema fisso IF… THEN…: Se scappi ti sposo, Se mi lasci ti cancello, Se non mi aliti in faccia ti voglio più bene etc etc. Un trend dalla coda lunga è quello dello “spiegato a mio figlio”: da Tahar ben Jelloun in poi, decine di libri pretendono di spiegare tutto lo scibile a ste povere creature, tanto che non è lontano il giorno in cui uscirà un definitivo Mio figlio spiegato a mio figlio. Anzi, devo sbrigarmi a scriverlo io, prima che qualcuno di voi mi rubi l’idea.

Ora va alla grande il self help, che di per sé non sarebbe manco una cosa criticabile (aiutati che dio ti aiuta, e comunque almeno risparmi la parcella dell’analista). Capostipite fu il mitico Allen Carr, che intervenne sul più grave problema che affligge l’umanità: no, non la fame nel mondo o il global warming.

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Da qui si aprono due filoni: la parodia e il sequel. La parodia diretta (Giacomo Papi, Einaudi – che stravince anche per la migliore copertina):

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E poi c’è il sequel, o meglio l’autosequel (che solo con uno sforzo di non-fantasia possiamo evitare di considerare autoparodia):

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Da notare due cose. Prima: si passa rapidamente da “smettere” a “controllare” (come se “controlla il peso” volesse essere più gentile e amichevole di “smettila di ingrassare, chiattone di merda”). Seconda: ma gli ultimi due – riguardateli un attimo – sono due edizioni dello stesso testo, col titolo cambiato? No, eh? Quindi uno, suppongo, ti aiuta a moderare l’uso di alcol; l’altro, sfòndati pure il fegato, l’importante è che il giorno dopo sei fresco ed efficiente in ufficio.

Da qui in poi, il delirio. Ci sono quelli che, serissimi, tentano di cavalcare l’onda del successo:

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Tra questi, fanno tenerezza i timidi, che la formula magica la confinano nel sottotitolo (aguzzate la vista):

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Ci sono quelli dai chiari intenti ironici, che comunque non arrivano alla parodia, ma usano la formula come semplice ammiccamento (“scherzo, ovviamente: però funziona, prova a leggere! per ridere, s’intende”):

ironico

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I più belli però sono quelli in miserioso equilibrio tra il serio e il faceto, tra la manualistica e il cazzeggio:

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Comunque. Temo che non sia finita qui: ne usciranno altri. Anzi, probabilmente me ne è già sfuggito qualcuno. Si accettano segnalazioni.

E’ facile scrivere un libro che ti spiega che è facile fare qualcosa se sai come farla, se sai come farlo.

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10 commenti on “E’ facile scegliere un titolo, se sai come farlo”

  1. denisocka ha detto:

    Su Fb c’è un gruppo che si chiama “La bambina che ne aveva abbastanza” che raccoglie proprio i titoli di libri costruiti tutti alla stessa maniera. Uno spasso. Come questo post. Grazie!

  2. Fabio Avallone ha detto:

    ahahaha, mi hai fatto schiantare.
    Ed eccoti subito le segnalazioni:
    1) categoria “ma veramente fa?” E’ facile Essere in Forma se sai Come Fare di David De Angelis ( http://www.amazon.it/facile-Essere-Forma-Come-ebook/dp/B00B70W9G0/ref=sr_1_18?s=books&ie=UTF8&qid=1380105759&sr=1-18&keywords=se+sai+come+farlo)
    2) categoria “crasi” sempre di Allen Carr: Smetti di fumare adesso, senza ingrassare è facile se sai come farlo. Con CD Audio (wow) (http://www.amazon.it/Smetti-fumare-adesso-ingrassare-facile/dp/8890453095/ref=sr_1_5?s=books&ie=UTF8&qid=1380105716&sr=1-5&keywords=se+sai+come+farlo)
    3) categoria “sinistra al passo coi tempi”: È facile smettere di perdere se sai come farlo. Idee di sinistra per la nostra sinistra. Subito di Michele Dalai e Gennaro Migliore (http://www.amazon.it/facile-smettere-perdere-sinistra-sinistra/dp/886220101X/ref=sr_1_28?s=books&ie=UTF8&qid=1380105759&sr=1-28&keywords=se+sai+come+farlo)
    4) il più bello, da consigliare subito allo stesso Allen Carr, categoria “final cut”: È facile smettere di scrivere, se sai come farlo! di Luciano Pagano (http://www.amazon.it/facile-smettere-perdere-sinistra-sinistra/dp/886220101X/ref=sr_1_28?s=books&ie=UTF8&qid=1380105759&sr=1-28&keywords=se+sai+come+farlo)

  3. la Lu ha detto:

    Grande! Tutto questo per esaltare la categoria dei lettori, I suppose… 😀

  4. Sara Crimi ha detto:

    Ho tradotto uno di questi libri e quando, in bozza, ho visto come sarebbe stato reso il titolo, mi è venuto un colpo. Il testo è interessante e contiene spunti molto utili (a mio avviso, ovvio), ma mi domando come possano sperare di venderlo al pubblico giusto.

    • Dario De Marco ha detto:

      ma infatti è proprio quello che fa specie in molti di questi casi, perché dimostra tutto l’opposto della furbizia che si vorrebbe usare (com’era in originale il titolo?)

      • Sara Crimi ha detto:

        L’equivalente de “Il principio 80/20 per manager”. È un libro incentrato sul principio di Pareto e lo stravolgimento del titolo mi ha lasciata allibita.


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