Radical shock

E l’etno-chic. E i radical chic. E i radical choc. E i radical shock. E i radical sciòcc. Ma farà più chic scrivere choc o shock? E Giorgio, che per diventar Gaber da che era Gaberschik, si è tolto proprio lo chic? Cos’è stato, più choc o più sciòcc? (A. Arbasino)

Gran bella lettura, La Lettura. Si deve proprio dire, l’unica vera novità nel (pregasi aggiungere aggettivo a piacere tra: asfittico, desolante, periferico) panorama culturale italiano negli ultimi dieci anni. Però gli spiritosi non li sanno fare. Sarà l’aplomb del Corrierone, sarà la serietà, sarà la terzietà. Ma mentre nel lanciare temi profondi sono bravissimi, e anche nel parlare con leggerezza di e con i nuovi media (secondo me hanno fatto scoprire a un sacco di gente, per esempio, che twitter non è solo una roba per seguire i vip), quando vogliono provocare non ce la fanno e basta.

Già era successo qualche settimana fa con Piccolo, che aveva scosso il mondo con la tesi mai sentita per cui la sinistra è conservatrice e barbosa. Ora replicano con un sarcastico ritratto dei radical chic, che sarebbero in via d’estinzione. Un pezzo deprimente: non perché ci sfotte, a noi radical chic, ma perché vorrebbe e non ci riesce. Mi aspettavo i fuochi d’artificio, invece è un elenco di banalità, e d’altra parte come la stessa Mariarosa Mancuso ricorda, la feroce definizione di Tom Wolfe risale al 1966: possibile che in quasi cinqaunt’anni gli anti-chic (che poi, voglio vedere se loro davvero comprano il salamino a un euro al discount e guardano la Maria De Filippi) siano riusciti a produrre solo un “Ora che Berlusconi non c’è più non sapete cosa dire”?

Unico momento emozionante, la citazione del bulgur. Ma allora molto meglio un mitico thread di qualche tempo fa, una cosa da rotolarsi a terra. Forse non è colpa del Corriere, allora. Forse, Wolfe e McLuhan non me ne vogliano, argomenti del genere possono essere trattati solo così, senza teorie, senza prendersi sul serio più di quelli-che-si-prendono-sul-serio. Con le liste, e facendosi una risata.

Ps: e come scrivono sui migliori giornali, su Facebook sorgono gruppi a difesa della categoria. Se sei un radical chi e ti senti sotto attacco, join us!

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2 commenti on “Radical shock”


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