“L’ospite”: il bestiario occulto di Amparo Dávila

Ma come abbiamo fatto a vivere finora senza Amparo Dávila? Una scrittrice formidabile, racconti brevi di potenza inaudita, che non assomigliano a niente, e dicono tutto. Da non credersi come sia arrivata a noi solo ora, dopo la fine di una vita lunga: nata in Messico nel 1928, Dávila è morta quest’anno. In patria per fortuna era già culto, anche se ha scritto pochi libri, e con parecchi anni tra un’uscita e l’altra, e ha ricevuto il meritato riconoscimento molto tardi. Ma viva la nostra ignoranza, se ci permette di avere un regalo così bello in questo 2020 che vabbè lasciamo stare. E viva Safarà, piccolo editore che dopo aver portato in Italia Alasdair Gray (Lanark, seguito di recente da 1982, Janine) e Gerald Murnane (Le pianure, e da poco Tamarisk Row), ora pubblica L’ospite e altri racconti – nella traduzione, come sempre impeccabile, di Giulia Zavagna.

Bene: ma come sono, di che parlano i racconti di Amparo Dávila? Di “insolito”, “terrore”, “quieta disperazione”, “fantastico quotidiano”, “condizione femminile”, “universale”.  Non ci si capisce niente? Vediamo allora l’area di riferimento, alcuni nomi a cui è stata accostata. Pronti, via: Edgar Allan Poe, Franz Kafka, Jorge Luis Borges, Julio Cortázar, Leonora Carrington, César Aira, Shirley Jackson. Niente male, eh? La cosa pazzesca è che questi paragoni non sono iperbolici, anzi a stento rendono l’idea: immaginatevi un ottovolante che passa dall’uno all’altra di questi autori, a tutta velocità in poche righe, e ancora sarete lontani dalla verità.

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Gerald Murnane è la nuova stella della letteratura, e ha 80 anni

Gerald Murnane è un pazzo. Gerald Murnane è un vecchio. Gerald Murnane stava per vincere il Nobel (no, serio: dai bookmaker era quotato tra i primi dieci, subito sotto Olga Tokarczuk che poi effettivamente lo ha vinto, appaiato a Cărtărescu e Yu Hua, sopra Kadarè, Marìas, Krasznahorkai e Kundera, per dire la compagnia – e Peter Handke non c’era proprio). Gerald Murnane non lo hai mai sentito nominare ma è amato dagli scrittori che ami: Coetzee, Teju Cole, Ben Lerner. Gerald Murnane ha fatto il barista, e tuttora alla fine delle lezioni di scrittura che tiene in un club di golf, si mette dietro al bancone. Gerald Murnane è un tipo meticoloso ed eccentrico a un tempo, come si vede dal modo in cui gestisce il suo archivio di idee. Gerald Murnane non ha mai preso un aereo, non ha mai lasciato l’Australia, e raramente in 80 anni ha lasciato lo stato di Victoria.

Bene: adesso che ho attirato la vostra attenzione con queste rapide e inutili curiosità, con questo “tutto quello che non sapevi di voler sapere su un tizio assurdo che non ha niente in comune con te”, adesso si può passare al tema di questo articolo: Le pianure.

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