Meta-caravan

tesi_cameristico copAvete presente, sì, quella famosa scena di Totò e Peppino che no, non quella che arrivano a Milano e parlano al ghisa in francese quell’altra, no non quella che si vende la fontana di Trevi, e neanche quella “se no desisti” del paltò di Napoleone, dico quella dello starnuto, vabbè d’accordo non è così famosa, in cui Totò sta sempre per fare uno starnuto micidiale e poi niente, abortito. Ecco, un po’ così si è sentito il vostro capocarovana alla fine – o all’inizio, dipende da come la guardate – di questa Caravan, provando a tracciare una due tre rotte senza riuscire a mettere in marcia la truppa.

Il primo percorso che mi era venuto in mente, ci andavo pensando già da qualche mese, poteva chiamarsi E’ USCITO DAL GRUPPO: l’idea derivava dall’annunciata uscita di tre album solisti di una certa curiosità, Riccardo Tesi, Guido Sodo (entrambi per Materiali Sonori) e il pianista Benedikt Jahnel. Ora è vero che nel jazz-etno-qualcosa di cui solitamente di occupiamo qui, il concetto di gruppo assume un connotato assai più fluido e flessibile che nel rock: lì si è dentro o si è fuori, qui più che di gruppi ormai spesso si parla di progetti, e se ne portano avanti molti contemporaneamente (il jazz si conferma laboratorio politico del precariato globale?!). In effetti quello dei tre di cui più si potrebbe dire che un album solista “fa notizia” è Sodo, da decenni animatore del gruppo Cantodiscanto, e che certo altre cose per conto suo le ha fatte, ma correggetemi se sbaglio un cd intiero no. Poi però il cd suo (al momento in cui scrivo) non è ancora uscito; e sul trio di Benedikt Jahnel finiva che non avevo molto da dire. Non che sia stato una delusione, per carità, però.

benedikt-jahnel-copQuesto giovane pianista tedesco è, almeno così supponevo, la colonna portante musicale di una delle più esaltanti novità degli ultimi anni (vedi Caravan #2, ottobre 2011): il quartetto Cyminology guidato dalla cantante iraniana Samawatie; fuori dal gruppo (Equilibrium, anche lui alla corte Ecm) però sembra perdere molta di quell’originalità, di quell’alterità, per cui mi devo ricredere e attribuire ancora più meriti e prostrarmi a sua maestà Cymin, evidentemente la farina di quel sacco è quasi tutta del granaio persiano. Per cui finiva che parlavo solo di Cameristico by Riccardo Tesi, side project rispetto al suo collaudatissimo ma mai ripetitivo super quartetto Banditaliana. Una occasionale commissione gli ha dato il la per un accostamento tra il suo populare organetto diatonico e i colti pianoforte-violoncello-clarinetto. Senonché poi, da un lato le percussioni, che in una camera classica non stanno bene, rientrano alla grande dalla finestra (il tamburello di Alfio Antico la dice lunga, ma poi anche un terrigno cajon, una sarabanda di strumenti etnici a firma del fedele Ettore Bonafè, addirittura uno scacciapensieri); dall’altro, e in generale, più che innovare questo cd conferma, aggiungendo un altro splendido volume alla concezione di Tesi, il quale prende colori antichi e moderni, sfumature raffinate e materiale grezzo, per disegnare le sue tavole a tinte vivacissime e sempre personali. P.s. di tappa: ho poi risentito con più attenzione Benedikt Jahnel e devo dire che, pur continuando a venerare Cymin Samawatie, Equilibrium ha un fascino sottile, astratto, che rende questo trio degno di essere seguito con attenzione. Insomma quasi quasi, ma ormai era tardi…Comicantiit cop

(Era l’inizio della mia rubrica Caravan, su Blow Up di marzo. Continua in edicola)

TAPPE PRINCIPALI

Riccardo Tesi, Cameristico, Materiali Sonori

Benedikt Jahnel, Equilibrium, Ecmalfonsi cop

Giangilberto Monti, Comicanti.it, Incipit Books

Peo Alfonsi, Il velo di Iside, Egea

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