La verità su Lipperini Manni (e non solo…)

Dovete sapere che se uno decide di fare il giornalista o lo scrittore è perché ha un ego smisurato. Lo aspettano infatti ristrettezze economiche, derisione sociale, impazienze familiari. Ricompensate (?) da una cosa sola: la firma. Che poi vuol dire: la gente mi legge, la gente mi vede. Che poi vuol dire: la fama. Insomma, lo stesso ego che spinge la gente ad andare al GF o sui troni di Maria, solo mascherata con la cultura e la finta modestia.

Se uno poi fa il giornalista e lo scrittore, come nel mio caso, peggio che mai. E se uno poi addirittura decide di aprire un blog, come nel mio caso, è la fine. Perché il refresh compulsivo sulla bacheca di facebook, o la ricerca del proprio “nome cognome” su google, che caratterizzano i momenti di cazzeggio e/o scarsa autostima, vengono da quel momento in poi sostituiti da un solo feticcio: la pagina delle statistiche.

Quante persone sono entrate da stamattina sul blog? Solo 14? Con tutto che il bellissimo post di oggi l’ho linkato sia su facebook che su twitter? Magari lo posto di nuovo, va’. E quali pagine hanno visto di più? E che link in uscita hanno cliccato? E da dove sono arrivati?

Ecco, da dove sono arrivati. Da facebook, soprattutto, visto che posti e riposti sempre gli stessi pezzi, e gli amici pur di non vederti più, ci cliccano. Ma anche, sorpresa, dai motori di ricerca. C’è chi ci arriva googlando frasi prevedibili, chi in modi inspiegabili (una volta ho trovato la seguente chiave “luc-boltanski enigmes-et-complots il-foglio”, e giuro che non ho mai scritto neanche una delle suddette parole, prima d’ora s’intende, potete controllare): c’è chi molto più spiritoso di me ne ha fatto proprio una rubrica annuale.

Ora, nei giorni scorsi ho notato che ritorna con insistenza la chiave di ricerca “Lipperini Manni” declinata nelle sue varie forme, con i nomi propri o solo con uno o senza. Ancora ieri ricompare: chiaramente i navigatori approdano qui in cerca di gossip letterario e invece trovano solo i due link nel blogroll. Per dare loro soddisfazione, e ringraziarli della fiducia che ripongono in me, ho deciso allora di indagare sul caso, e ho scoperto la verità, ovvio. Già che c’ero, ho poi gettato luce su un altro paio di questioni rimaste a lungo in sospeso nel mondo della cultura. Ecco a voi la scienza.

Loredana Lipperini non esiste, in realtà è Lara Manni: ne ho le prove (1).

Antonio D’Orrico non esiste, in realtà è Giorgio Faletti: ne ho le prove (2).

Domenico Starnone non esiste, in realtà è Elena Ferrante: ne ho le prove (3)

Emma Bovary non esiste, in realtà è Gustave Flaubert: ne ho le prove (4)

Leonardo da Vinci non esiste, in realtà è Monna Lisa: ne ho le prove (5)

Massimiliano Parente non esiste, in realtà è Massimiliano Parente (6)

Io non esisto, in realtà sono Gian Paolo S3r1n0 (7)

Maradona è meglio ‘e Pelé (8)

Le prove

1) Lo ha detto un blog che dice sempre la verità

2) Nessuno lo ha mai visto, ha scritto un solo romanzo con lo stesso stile, ha creato uno pseudonimo apposta per potersi recensire positivamente

3) Solo una donna poteva scrivere un romanzo erotico al maschile per dimostrare di non essere una donna

4) Lo ha detto lui

5) Lo hanno detto tutti

6) Non lo ha detto nessuno

7) Lo dico io

8) Si sa

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