La nostra garanzia si chiama complottismo

(Questo racconto è stato pubblicato il 13 aprile 2018 dalla rivista online Minima&Moralia)

Allora, mio caro Generale, come va?

Bene, Eminenza, molto bene, grazie. Un po’ in ansia per quel piccolo conflitto, laggiù…

Quell’ultimo che è esploso, dice? Oh misericordia divina, certo nonostante quei popoli ci siano più che abituati, è sempre triste vederli sterminarsi a vicenda… Speriamo che finisca al più presto, vero?

Presto? E perché mai… Ah, sì giusto, lei dice per i civili, per le vittime accidentali. Per quanto, definire civili quelle genti… Ma sa, vanno anche salvaguardate esigenze di stabilità, gli equilibri internazionali, la geopolitica, la filiera produttiva, le forniture delle industrie… La mia preoccupazione era proprio per questo. Lei piuttosto, cosa mi racconta? Tutto bene dal punto di vista, come si dice, spirituale?

Sì, senza dubbio. Siamo molto felici del fatto che la terra sia stata liberata dall’oscura minaccia incombente da Est. C’è giustizia all’altro mondo, ma a volte anche in questo mondo. E soprattutto siamo soddisfatti di come sia stata liberata, grazie all’intercessione del Vicario di Nostro Signore… Lei è conscio, non è vero, che la Storia ha già attribuito il merito a lui, molto più che a voi soldati.

Eh, certo certo, come no. E cosa dice lui, Sua…

Santità, caro Generale. Sua Santità è sempre molto impegnato, ma sta benone: riesce ancora a soddisfare, ad un occhio esterno, tutti i crismi dell’autonomia di corpo e spirito. Sembra perfettamente indipendente, insomma, e quindi, di fatto, lo è, non so se mi spiego.

Alla perfezione, Eccell… volevo dire, Eminenza.

Non si preoccupi, Colonnello, siamo tra amici. Oh, scusi.

No no, va benissimo così, sono orgoglioso di quel nome, le cose migliori della mia vita, se ne ho realizzate, le ho fatte proprio sul campo, da Colonnello, e non dietro la scrivania di Generale. È quello il grado che mi si addice: il braccio destro, non il comando supremo.

Suvvia, non faccia il modesto. Piuttosto, mi dica…

Agli ordini. C’è qualcosa che la preoccupa.

Sì, sarò franco. Sono i giovani a preoccuparmi.

Eh, la mancanza di vocazioni, immagino.

No, macché… Ehm, beh, sì certo, sempre meno sono quelli pronti a sobbarcarsi il duro lavoro di pastori di anime. Ma Iddio vede e provvede, al limite si sopperirà con nuova linfa dai paesi emergenti, si fa per dire: ci sono legioni di fedeli pronti, migliaia di ragazzi in situazioni così disperate che gettarsi tra le braccia amorevoli di Santa Madre Chiesa è per loro un sollievo, e per noi una benedizione. No, sono i giovani in generale che mi preoccupano. I nostri giovani.

Ma come! Sono così colti, intelligenti, dinamici. Sanno le lingue, si spostano da un lato all’altro del mondo. Conoscono l’economia ma sono privi di condizionamenti ideologici. Sono pronti a imparare, a cogliere tutte le opportunità

Appunto! Colti, intelligenti, dinamici. E pronti a cogliere l’opportunità… di divorarci!

(Continua su Minima&moralia)

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