La fantascienza è femmina. Anzi, è femminista

Dopo il primo racconto, bellissimo, ho lasciato un segno, pensando: in un’oceano di 500 e più pagine, poi non li ritrovo più. Letto il secondo, ho fatto lo stesso. Con il terzo, pure. E così via. Sicché a un certo punto ho smesso: la mia mappa dei racconti più belli de Le visionarie rischiava di diventare la fotocopia del sommario de Le visionarie. Perciò ho deciso che non ne avrei nominato nessuno, per rendere giustizia a tutti. Ma poi, quando ho iniziato a scrivere, mi è venuto un dubbio.

E il dubbio è questo: sono abilitato a parlare? Io in quanto maschio, bianco, occidentale e borghese: soprattutto in quanto maschio (ma anche le altre caratteristiche non sono da meno, come vedremo). Già, perché la questione è delicata e di questi tempi ancora di più. Allora: posto che non esistono libri PER maschietti e libri PER femminucce, ovvio, e chi ci prova viene giustamente sbertucciato.

(Continua su Esquire)



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