String Sharper, band d’archi

string sharperChe il rock potesse assumere mille forme, comprese quelle all’apparenza graciline della strumentazione classica, lo sapevamo almeno dall’epoca dei Quintorigo. Che il quartetto d’archi potesse avere diecimila incarnazioni, oltre la musica colta per prendere vita in corpi pop e jazz e avant ed etnici, ce l’hanno insegnato per primi quelli del Kronos Quartet. Ma vedere il miracolo che si rinnova mette sempre stupore, e allegria. String Sharper Quartet viene da Palermo, incide per la piccola e meritoria Fitzcarraldo Records, l’album si chiama Blending. Quartetto un po’ anomalo perché oltre ai due violini e al violoncello presenta, invece della viola, il contrabbasso: e questo dà all’insieme un suono più profondo e un’attitudine più ritmica. Ma la sua particolarità è il repertorio: vario però di impronta schiettamente moderna. Ci sono due pezzi-bandiera dei Radiohead (Just e l’inevitabile Paranoid Android), il singolo che trent’anni fa portò al successo il cantante new wave Gary Numan (Cars), e anche quando si vira verso più raffinate atmosfere jazz-brasiliane la scelta cade sulla rivisitazione danzereccia di Egberto Gismonti (Frevo). Sulla stessa scia sono i tre pezzi originali firmati dalla band, pardòn dal quartetto. Tutti brani incalzanti, brevi, che non lasciano il tempo di pensare o di respirare. Perché se si può fare rock in queste condizioni, allora si può correre in tutte le condizioni.

(Articolo uscito nel numero di luglio del mensile sportivo Correre)

Annunci


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...