Playlist della bicicletta

  1. Crosstown traffic Jimi Hendrix
  2. Facing west Pat Metheny
  3. Bicycle race Queen
  4. Caje sukarije Goran Bregovic
  5. Autunno (Allegro) Vivaldi
  6. Rosalina Fabio Concato
  7. Mas que nada Tamba trio
  8. Ballo per chitarra Eugenio Bennato
  9. Bartali Paolo Conte
  10. Hora moldovenesca Taraf de Haidouks
  11. Bike Pink Floyd
  12. Con Alma Dizzy Gillespie
  13. Computer love Balanescu quartet
  14. Walkin’ Miles Davis

Ti è piaciuta la corsa? Allora pedala. Ma la pedalata, la bicicletta, ha un’altra tecnica, un altro ritmo. Anche musicale, soprattutto musicale. Più agitato, più rapido, nel suo evolversi accompagnando il paesaggio che scorre. Anche se non privo delle sue salite, delle sue asprezze. Perciò il percorso musicale che proponiamo è fatto di percussioni dirompenti e violini incalzanti, ma anche di ironie e biciclette: come sempre mescolando canzone, rock, jazz, world e oltre (stavolta anche un pizzico di classica). Iniziamo districandoci nel traffico cittadino con Hendrix (Crosstown traffic) per dirigerci subito verso gli spazi aperti di un immaginario west grazie a Pat Metheny (Facing west). Ecco che arriva la prima citazione letterale: Bycicle race dei Queen, ma poi si inizia ad accelerare con i Balcani in rock di Goran Bregovic (Caje sukarije). Non c’è solo la primavera, per correre per stare all’aria aperta per stare allegri: lo dimostra un Vivaldi insolito (Autunno – Allegro); mentre i “novanta chili” della Rosalina cantata da Concato, non sono proprio da porsi come obiettivo, ma magari il suo “tutto il giorno in bicicletta” sì. Spinge ancora il ritmo: un superclassico del samba non può mancare (Mas que nada nella versione del Tamba trio), e a seguire una vorticosa tarantella strumentale (Ballo per chitarra di Eugenio Bennato). A questo punto, se l’ipnosi musicale ha funzionato, ci sentiremo tutti un po’ Bartali (Paolo Conte) pronti ad affrontare l’ultima salita: frustati dagli archi zigani dei Taraf de Haidouks (Hora moldovenesca) che a ogni ritornello riattaccano più veloci di prima, saremo pronti per il rush finale, introdotto dalla psichedelica Bike dei Pink Floyd. È l’ultima canzone, tre lunghi strumentali ci riportano a casa: la cadenza latin-jazz di Dizzy Gillespie (Con Alma), l’ultimo angosciante batticuore ce lo dà il Balanescu quartet che rifà in chiave acustica e contemporanea il kraut-rock dei Kraftwerk (Computer love), infine il passo rallenta, defatigamento stretching e relax, con Walkin’ di Miles Davis, che ci deposita fin sotto la doccia.

(Testo che accompagna la playlist dedicata alla bicicletta, sul numero di novembre del mensile sportivo Correre)

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