Il fantasma della libertà

… solita collection di canzoni antiche e anonime dai quattro angoli del mondo: sussurrata e notturna come una ninnananna, e allora da qui converrà continuare (non partire, perché model d’emploi, lo dico mo’ e non lo dico più, questa Caravan si muove in cerchio, per cui potete scegliere di iniziare in un qualsiasi punto, fare il giro completo e fermarvi nello stesso punto o non fermarvi mai), cioè dalla fine (della giornata) ovvero dall’inizio (della vita), insomma dal momento in cui si mettono a nanna i bambini. L’idea è venuta a Giulia Lorimer, cantante dei mitici Whisky Trail che in ere storiche iniziarono a lavorare sul folk american-irish (oggi ha ottant’anni, auguri, quando iniziò nel ’75 con i Whisky ne aveva più di cinquanta, Camilleri non è l’unico evidentemente); Giulia Lorimer, un mappamondo vivente, nata in Svizzera cresciuta in Bulgaria sposata negli Stati Uniti, e un mappamondo di famiglia, per cui la sua ricerca sul campo è stata poco più che un giro di telefonate tra i parenti. È venuta fuori anche una vecchia cassetta con la voce della nonna di sua figlia, a sua volta ora mamma, e quindi in Nana’s lullaby cantano ben quattro generazioni, di donne, manco a dirlo. Nord America, Scozia e Irlanda, ma pure la Norvegia, guarda un po’, e dall’altro lato Spagna e America spagnola, e ovviamente Italia, anzi Toscana, compresa l’inquietante Coscine di pollo, e come il cacio a merenda ci azzecca un vecchio hit dei Whisky Trail su versi di Yeats (Fairy nurse). Arrangiamenti rispettosi, un vago sentore di polvere ma buona, un certo ovvio déjà entendu, per il momento a casa l’ho sentito solo io ma mi riprometto di fare la prova del nove (anzi del quattro, che tanti sono a fine mese, auguri) e vi dico. Ci sta pure Duerme negrito (uno dei punti più alti della poesia civile popolare: “Si el negro no se duerme / viene el diablo blanco…”) che non è – e la mancata coincidenza come mi fece innervosire secoli fa quando la non-scoprii – Duerme negrita di Eliseo Grenet, compositore cubano tra le due guerre. Questa, e non la prima, compare in un altro disco di ninnenanne che, curioso caso, esce pure in questo periodo; e, curioso caso ma forse no, quattordici pezzi nell’uno e diciannove nell’altro, nemmeno uno è in comune. Bonne nuit è un progetto di Diego Baiardi e Antonio Crepax, poi vediamo perché. Forse non è un caso dato che la scelta qui è molto più internazional-popolare, ci sta la tradizionale trentina e sarda e veneta e berbera, ma spuntano e impazzano le Lullaby famose, quella dei Cure, quella dei Creed, e poi Bregovic, Billy Joel, persino Buscaglione, e non mancano perle rare (su tutte, a confermare la superiorità della musica brasileira, la stupenda Pro nené nanar dove per una volta a cullare è un padre che però alla fine è lui che ma basta con la critica ombelicale). E anche l’approccio musicale è diverso – perché diverso l’approccio generale, nella Lorimer genuinamente tradizionale, nel senso di finalizzato a tramandare una conoscenza, qui di rivisitazione moderna e artistica, come risulta ovvio guardando il progetto complessivo ma non corriamo – il quartetto di Baiardi è affiancato da ospiti di prestigio (tipo Fresu, De Piscopo, Salis) e alla voce si alterna la meglio gioventù (tra cui Cristina Zavalloni, Petra Magoni, Patrizia Laquidara), come si vede di ambito jazzistico allargato. È il jazz il punto di riferimento di queste ninnenanne, come modalità operativa prima ancora che come finalità espressiva, il sogno sta al sonno come il jazz sta alla musica, scrive a un certo punto Antonio Crepax, e sì, è lui, il fratello di Valentina. Il cd è accompagnato da (meglio: il cd accompagna) un bel volumetto in hardcover dove con grafica curata e impaginazione colorita sono inseriti i testi delle canzoni, le presentazioni e le esplicitazioni firmate da Antonio, e ovviamente i disegni di papà Guido: Valentina da piccola, Valentina da grande, in tutte le situazioni più assurde e, appunto, oniriche.

(Era il non-incipit della mia rubrica Caravan, sul numero di novembre di Blow Up. No, i puntini all’inizio non sono un refuso, è pensata proprio così, come una struttura circolare. Peccato non poterla riportare tutta ma… come sempre, continua in edicola)

TAPPE PRINCIPALI

Giulia Lorimer & Whisky Trail, Nana’s lullaby, Materiali sonori

Diego Baiardi e Antonio Crepax, Bonne nuit, Incipit records

Mauro Ottolini Sousaphonix, Bix Factor, Parco della musica records

Béla Fleck and the Marcus Roberts trio, Across the imaginay divide, Rounder

Arianna Savall / Petter Udland Johansen, Hirundo maris, Ecm

           

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