Panamericana

Yo que soy americano,
no importa de que paìs

Importerebbe invece, eccome, il paese, ma siccome qui facciamo finta di parlare di musica, e facciamo finta che lasituazionepoliticosocialeinternazionale (da pronunciarsi così, tuttattaccato, come in un comizio annisettanta sfottuto da Gaber) non c’entri niente, andiamo avanti – ops, ho detto Avanti! La Caravan di questo mese è verticale e purissima, scende a fil di piombo da nord a sud, e senza considerare affatto la vecchia Europa, o almeno così vorrebbe ma poi vedremo che non se ne può fare a meno, percorre tutto il continente americano, dagli Appalachi alle Ande, più o meno, diciamo meglio dal centro di Nuova Iorche alla periferia di San Paolo.

Si parte dal cuore del jazz, ma scena off-off, scena alt-alt, con questo libero pullulare di localetti free dove masse d’intellettuali si accalcano per farsi deporre nei padiglioni auricolari valanghe improvvisative di ore senza interruzioni, ma esisterà davvero questa scena?, io me la sono immaginata, io non c’ero, e se c’ero ascoltavo Sinatra. Comunque, ci siamo capiti, stiamo dalle parti di Mat Maneri e John Zorn, di Michael Formanek e David Torn, di Marc Ducret e Craig Taborn (ma che d’è, il festival della rima?), stiamo dalle parti di Tim Berne. Con ‘sta faccia da cugino tonto di Marchionne (e figuriamoci, allora), Tim Berne, nativo di Syracuse – ecco la vecchia Europa dura a morire, ce ne sono ben otto, di Syracuse, negli Stati Uniti d’America, lo sapevate? E adesso che lo sapete, il vostro appoggio a Obama è rafforzato, è indebolito, è rimasto invariato? – alto sax, stabilito a New York, è uscito con Snakeoil, etichetta Ecm. Ecco ancora, la vecchia Europa che non molla: e che strano poi, si è notato da più e autorevoli parti, questo marchio sulle spalle di Tim; in primis perché marchio in sé, dato che Berne da bravo off-alt ha inciso come massimo sforzo due album Columbia e poi via con l’indipendenza, quando non con l’autoetichettamento. Seconda cosa, la poetica (politica?) Ecm sembrerebbe agli antipodi della furia scapigliata che contraddistingue il sassofonista.

(Era l’incipit della mia rubrica Caravan, sul numero di ottobre di Blow Up. Continua in edicola)

TAPPE PRINCIPALI

Tim Berne, Snakeoil, Ecm

Steven Brown, El informe Toledo, Independent Recording

Criolo, Nò na orelha, Sterns

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