Rimandati a settembre

Ma si fanno ancora, gli esami di riparazione, o sono stati assorbiti in qualcuna delle annuali riforme e controriforme scolastiche? O sono stati sostituiti dal sistema dei crediti (che poi chissà come nel passaggio dal mondo dell’istruzione a quello del lavoro si mutano in debiti – altro che finanza creativa)? Perché qui avrei una serie di rimandati a settembre, ma per carità, qualsiasi giudizio di valore è escluso: sono rimandati nel senso che non mi entravano in nessuna tournée, non diventavano tappe di nessuna Caravan, e quindi li rimandavo sempre. Rimandarli alle calende greche, o semplicemente a settembre? Now is the time!

Che poi un filo si trova, si trova sempre, ma alla fine, abbiate pazienza. E immergiamoci nell’operazione recupero. I primi che recuperiamo sono a loro volta dei recuperatori sommersi, gli speleologi, i palombari della musica. Eduardo Paniagua – che qualche mese fa qui si ebbe a definire un Savall non ancora star, e chi sa se mai tale augurio o sventura si avvererà – e i suoi compañeros si calano negli abissi dell’antichità per riportare alla luce liturgie ante-gregoriane. Stiamo parlando, per intenderci, di roba precedente all’anno Mille: da quando i Visigoti si installarono in Spagna nel 475, passando per lo splendore del periodo gotico cattolico – dal concilio Toledo III all’arrivo degli arabi (589-711) – e per la (non poi tanto) difficile sopravvivenza del culto cattolico sotto le dominazioni dei califfi islamici, fino alla riconquista che sarà completata solo nel XV secolo ma interesserà Toledo già nel 1085. Tutto questo solo per spiegare il titolo: Canto Visigotico-Mozàrabe (dove i mozarabi sono appunto i cristiani spagnoli sotto la botta dei musulmani). Per spiegare il sottotitolo (Santiago y la antigua liturgia hispana) invece ci dovremmo addentrare nella pleonastica ripetizione del troppo noto – il cammino di Compostela, Iago/Jacques/Giacomo e relativi excursus linguistico-gastronomici sulle varie denominazioni a seconda dei luoghi, e vari usi a seconda dei tempi, delle perciò dette capesante – e nelle spinose questioni teologiche e liturgiche. Troppo. E ancora non avremmo spiegato nulla: perché la fatica speleologica è questa, paradossale.

(Era l’incipit della mia rubrica Caravan, sul numero di settembre di Blow Up. Continua in edicola)

TAPPE PRINCIPALI

Eduardo Paniagua, Canto Visigotico-Mozàrabe. Santiago y la antigua liturgia hispana, Pneuma

Meredith Monk, Songs of ascension, Ecm

Teresa Salgueiro, O misterio, Sud Music

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