Playlist del battito

  1. Speak to Me-Breathe Pink Floyd
  2. Heartbeat King Crimson
  3. Cada macaco no seu galho Caetano Veloso e Gilberto Gil
  4. Tequila Wes Montgomery
  5. Viento ‘e terra Pino Daniele
  6. De Camino a La Vereda Ibrahim Ferrer
  7. Tarantella del 600 Nuova compagnia di canto popolare
  8. Another one bites the dust Queen
  9. Filia Officina zoè
  10. Skateaway Dire Straits
  11. Last train home Pat Matheny
  12. Maximizing the audience Wim Mertens
  13. Shunyai Trilok gurtu
  14. Rock steady Sting
  15. Groove William Parker
  16. Black Rubber Robert Miles
  17. Bucivina original Shantel
  18. On time Rabih Abou-Khalil

Battito. Mentre corriamo batte il cuore, battono le suole sul terreno, battono i pensieri nella testa. Battito. In inglese (cioè in musica) beat. Che musica possiamo battere, far battere allo stesso nostro ritmo? Evitiamo le assonanze cialtrone, Cuore matto e Battito animale, il beat degli anni ’60 e i Beatles, la beat generation (movimento letterario ma così impastato di musica) e la rivista Downbeat. Partiamo proprio dal cuore, dalla pulsazione vitale che all’inizio è l’unico suono dell’album-capolavoro dei Pink Floyd (Speake to me), per poi trasformarsi in un altro elemento fondamentale della corsa, il respiro (Breathe). Andiamo avanti, e all’inizio del nostro lungo il ritmo sarà soprattutto rock, ma di quel rock che accoglie a braccia aperte la basilare pulsazione disco (Heartbeat, Another one bites the dust). A spingerci oltre arrivano poi musiche fatte per un altro tipo di movimento, il ballo: la rumba cubana e le tarantelle meridionali con il loro battito costante e le melodie ripetitive. Ma è dopo la metà, quando la fatica si fa sentire, che la musica ci porta a filare lisci come sui pattini (Skateaway), su binari senza ostacoli (Last train home) e oltre, quasi in volo (Maximizing the audience). A questo punto saremo quasi in trance, la mente pronta per essere cullata da giri di basso ipnotici (Groove, Shunyai). L’ultima botta adrenalinica ce la danno due (ex) dj, uno approdato al rock come Robert Miles (Black rubber) un altro alle fanfare balcaniche come Shantel (Bucovina original). E ci accompagna dolcemente alla fine del nostro lungo la cadenza araba di Rabih Abou-Khalil.

(Testo che accompagna la playlist dedicata al battito, sul numero di aprile del mensile sportivo Correre)

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