Rassegnata stampa

Sei un vecchietto arzillo, ancora in forze ma indubbiamente nella fase discendente della parabola. E i giovinastri se ne approfittano, ti ridono davanti e ti tirano i cuppini dietro. Finché uno più audace un giorno ti punta una pistola in faccia e dandoti una pastiglia di cianuro ti dice, O ti suicidi o ti ammazzo io, sei libero di scegliere. Quanto tempo ci metti per capire che è un’alternativa del sasiccio? Quanto tempo ci metti per decidere di usare quei due joule di energia che ti restano per fargli una pernacchia e provare a scappare? Cinque secondi al massimo, direi, e giusto per la senilità incombente.

E invece qui da giorni le più raffinate menti – editori, giornalisti, politici, twitteristi – si accapigliano a discutere sulle rassegne stampa online. Cioè, il dilemma è se sia giusto o meno che i siti istituzionali tipo Camera o Governo mettano in rete, visibili al mondo, quasi tutti gli articoli di quasi tutti i giornali. I quali si preoccupano: e mo’ chi ci compra più? Mentre dall’altra parte i tecno-entusiasti sempre pronti a invitare le testate a pubblicare su web l’impossibile (ma sempre col culo al caldo di un bello stipendio pagato guardacaso da un editore cartaceo) gridano alla censura.

Ora, non è che la questione non mi appassioni, anzi. In punto di diritto (interessante perché non è detto abbiano ragione stracciata i difensori del copyright), in senso personal-professionale, e pure dal lato antropologico: vederli così convinti, a battersi per le loro tesi… Però: di che stiamo parlando? Qua c’è chi, per passione e/o per reinventarsi un lavoro, s’ingegna a immaginare – o a costruire – un futuro di giornalismo, che sia con o senza giornali. Avevo fatto qualche esempio, non importa se criticandolo o meno, in questo post. E Adriano Solidoro su Linkiesta ci sta facendo un affresco a puntate, pieno di dati e considerazioni.

Insomma il dibattito è aperto, le idee nuove benvenute. Ma le migliori menti invece si arravogliano sulla suddetta alternativa del sasiccio: mi suicido o mi faccio ammazzare? E’ più giusto lasciare leggere a tutti gratis i contenuti che si producono con costi e fatica, o condannarsi all’irrilevanza non facendosi leggere da quasi nessuno? Ah, la libertà di scegliere. Quando l’unica cosa da fare sarebbe mettersi a scappare, scappare il più forte possibile.

 

Update del 18 aprile: altre voci contro la finta alternativa.

Mario Tedeschini fa delle giuste precisazioni, evidentemente non così ovvie (succo, anzi slogan: sono solo fotocopie).

Mentre invitano a spingere il discorso più in là, orsù:

– un articolo di Filippo Sensi su Europa

– il sito Nomfup (il titolo Era la stampa bellezza vale il biglietto)

– e chiaramente Claudia Vago alias tigella, che è una di quelle che le nuove forme di giornalismo, oltre che teorizzarle, sta provando proprio a farle, per dire.

 

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2 commenti on “Rassegnata stampa”

  1. Stefano Nicosia ha detto:

    lancio qui la banalità del giovedì mattina: forse ci sarebbe anche un conflitto di interessi (?) tra chi i giornali li finanzia parzialmente (lo Stato, con i nostri soldi del resto) e chi (sempre lo Stato) poi però sottrarrebbe loro pubblico e denaro mettendoli online. Però, d’altronde, questa del finanziamento è una faccenda complicata, che così forse si ricomplica un pelino.
    Però (2): siamo sicuri che quel tipo di rassegna online sottragga davvero lettori? Io il giornale forse me lo leggerei online solo da un tablet, più comodo per gli occhi e le dita di un pc, e poi quanto tempo c’avrei al giorno per farlo? Molto poco, e penso che i lettori medi dei giornali siano combinati nello stesso modo. Aggiungiamo che gli utenti connessi, in Italia, sono una minoranza (altro grande tema), e avremo secondo me una ben piccola incidenza di chi rinuncia al cartaceo per la rassegna di Camera e Senato (che, peraltro, sconoscevo: De Marco hai appena sottratto un altro lettore alla carta stampata! No, scherzo, tranquillo).
    Al contrario, per fare circolare i nomi, i servizi brillanti, le inchieste e (se ci fossero ancora) le “terze pagine”, internet funziona eccome, anche in maniera pericolosamente efficace in qualche caso, lo sappiamo tutti.

  2. Stefano Nicosia ha detto:

    oh accidenti, non avevo visto l’update di ieri! -__- Me lo devo spulciare, ma prima torno alla mia rassegna stampa…!


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