La playlist dei mesi (con tanto di ferie)

Un po’ di tempo fa qualcuno chiese su twitter canzoni con il nome di un mese nel titolo. Io con la mia proverbiale lentezza non risposi, ma con la mia proverbiale fissazione ho continuato a pensarci. E ora lo faccio, che le compilation mi sono sempre piaciute da quando le facevo agli amici sulle cassette tdk. Un pezzo al mese, in certi casi c’è l’imbarazzo della scelta, in altri è veramente difficile; chiaramente sono sempre canzoni che mi piacciono a me, ognuno può ripetere il giochino con i suoi gusti, questo è il mio. Via.

Gennaio. Dispiace quasi iniziare con una mazzata del genere, ma l’inverno è quello che è, le alternative zero. E se non piangi, di che pianger suoli?

Febbraio. Tosto, il più tosto forse. Non mi veniva in mente nulla, sono ricorso a Youtube e stava quasi per spuntarla questo pezzo dei Foo Fighters, February stars, che non conoscevo, lo ammetto, caruccio. Ma alla fine, e grazie al negozio di iTunes, non ti scopro che Yèkatit in amarico significa proprio quello? Perciò ladies’n’gents, ecco a voi Mulatu Astatqé.

Marzo. Qui sarà la primavera che si avvicina, si entra nel regno dell’abbondanza. C’è quella lì del carretto passava e quell’uomo gridava, c’è addirittura una poesia napoletana di Salvatore Di Giacomo che è stata fatta a canzone. Ma stravince, non v’è dubbio, Tom Jobim con Elis Regina, Aguas de março, e le risate (Nota geofisica: “as aguas de março fechando o verao”, la pioggia di marzo che chiude l’estate. Chiude l’estateee? Già già, guardate un po’ dov’è il Brasile…)

Aprile. Se la giocavano April come she will di Simon & Garfunkel e l’eponima dei Deep Purple, grande. Ma, ve l’ho detto mai che a Beethoven e Sinatra preferisco il jazz? I’ll remember april, il problema è che è uno standard, per cui scontro fra titani, e che metto, Parker con gli archi o Clifford buonanima con Sonny Rollins? Miles o Rava? Per non parlare dei cantanti, che però non mi piacciono e quindi non ne parlo. Alla fine scopro – ma quanto sono ignorante?! – questa chicca, Chet e Caterina Valente, voce scat e anche straordinaria chitarra, altro che Carlà.

Maggio. Anche qui abbondanza. Si trattava di non ripetere De André e quindi niente bombaroli, rispunta Di Giacomo, con un candidato serio stavolta, anche se superclassico: Era de maggio, avrei messo quella di Battiato, a cui si perdona tutto anche la pronuncia quasi peggiore di quella di Mina, in questa clamorosa versione televisiva su una specie di lettino da psicanalista (era il Pippo Chennedy show, ah que saudade). Però last minute mi sovvien l’eterno: una delle più brevi, più sconosciute, più strazianti canzoni di Pino, Maggio se ne va, avanza ‘o pere.

Giugno. Qua le alternative non le ho cercate proprio, quella mi è venuta in mente e quella è. Però, ho scovato questa versione live, l’audio è scarsetto e rispetto all’originale sicuramente c’è meno complessità, però che sfizio vederli.

Luglio. Ma con tutto il bene che ti voglio, non potevano che essere gli Area. Qua invece sono andato di conservatore, nel senso che la prima versione che ho sentito anni fa è la seconda, quella live, e quella ho messo. Luglio, agosto, settembre (nero), sono tre mesi, e vale per tre.

Agosto. Ferie, come annunciato. C’era sicuramente qualcosa, ma non mi va di mettere solo per riempire un buco. Perciò risentiamo gli Area, al massimo nell’altra versione, e comunque, come disse quello lì, sono fatti miei.

Settembre. Ok, non possiamo campare veramente tre mesi con lo stesso pezzo. Ma restiamo in zona it-prog, o almeno questa è l’impressione.

Ottobre. Ovvietà: October degli U2. Inanità: Malinconia d’ottobre di Lucio Dalla. Rarità: Poesia d’ottobre degli Alunni del sole. Celebrità: October song di Amy Winehouse. Ma sarà la nostalgia, sarà il trend italoprogressivo, nonostante le vocine quasi bianche alla fine la mia preferita è questa qua.

Novembre. E a proposito di brutti tempi andati, vogliamo dire dei gunners? E che ne parlamm’a ffa’.

Dicembre. Mammamia, finale a fatica. E non per scarsità, che anzi sarà il natale ma ce ne sono troppe. Proprio nessuna mi convinceva però. Tra i meno peggio se la giocavano un Guccini (Il 3 dicembre del ’39), di nuovo Chet (Grey december), il jazz Ecm di Mathias Eick, spuntano fuori i Say hi (November was white december was grey). Ma a sto punto, indie per indie, te’.

E se non vi basta, le ho anche azzeccate tutte insieme in una vera playlist sul tubbo, eccola. Mo’ però non vi tirate indietro e dite la vostra: che compilation fareste? Che mese cambiereste?

Annunci

9 commenti on “La playlist dei mesi (con tanto di ferie)”

  1. sandrology ha detto:

    come erano belle le TDK da 90 ….. me ne hai fatte a decine … ancora mi emoziono
    e se controllo bene c’erano tutte quelle di questo articolo….. quindi non hai “gugolato”!!!
    grazie
    sandrology

  2. Fabio ha detto:

    Vabbè, i complimenti te li hanno già fatti, io invece ti faccio una controcompilation.
    Premessa, ho preso solo pezzi che posseggo.
    Si comincia dalla fine (se contro dev’essere, che contro sia):
    December – Norah Jones
    November – Can
    Be easy, October – Ossian Ekenger
    Black September – New York Gong
    Either End of August – Bill Bruford
    Three Minutes From An Afternoon In July (To Nick) – Keith Tippett Group
    June 9th – Boards of canada
    Month Of May – Arcade Fire
    April ’73 – Cirkus
    March In Turin – The Happy Family
    Xmas in February – Lou Reed
    New Year’s Day – U2

    Compilation molto eterogenea, tra Pop, Rock, Prog, Indie ed Elettronica. Le TDK sono un pezzo di vita che ancora custodisco in uno scatolone pesantissimo. Le compravamo, ad un certo punto, in stock da Mellucci, ti ricordi? A proposito, ha chiuso anche Mellucci. Le playlist su Youtube sono carine (a proposito, la mia è qui: http://www.youtube.com/playlist?list=PL81358A17A8F397FF, tranne il pezzo di ottobre che trovate qui: http://www.swedesplease.net/music/Be%20easy%20october.mp3 ) ma come fai a darle ad una tipa per fare acchiappanza?
    Per finire, non mi sono preso nemmeno le ferie, che fa tanto sobrietà e austerità, in linea con le nuove direttive governative 😉

    • Dario De Marco ha detto:

      non male, cavolo! i can e keith tippett mi sono sfuggiti… altre cose invece non le conosco, mo’ me la sento anche! : )

      • Dario De Marco ha detto:

        ascoltata: bella. col senno di poi ne avrei usate tre o quattro: sfiziosa ossian ekenger, da brividi lou reed, interessante l’elettronica di board of canada, ma insuperabile tippett. il resto, perdonami ma – compresi gong can e bruford – è un po’ progressive di maniera. grazie della partecipazione, mo’ aspettiamo gli altri nerd

    • Stupenda anche questa….i boards of canada li trovo tra i migliori in assoluto nel loro genere!!! Tornando in tema pero’ il mio settembre lo avrebbe occupato di sicuro Sylvian con September!


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...