Il caso Mao (per evitare stupidi doppi sensi con la parola “giallo”)

(Questo articolo è uscito ieri sul Mattino, ma in versione ridotta, e ovviamente con un titolo diverso)

Qiu Xiaolong, La ragazza che danzava per Mao, Marsilio 2012, p. 363, euro 18

“I polizieschi di Qiu Xiaolong sono la via migliore per capire la Cina di oggi”. La frase, tratta dalla rivista americana Paris Match, campeggia sulla copertina de La ragazza che danzava per Mao e dà un ottimo spunto per parlarne in tutti i suoi aspetti. Vediamo.

“I polizieschi”. Al plurale, perché innanzitutto si tratta di una produzione seriale: questo è il sesto caso per Chen Cao, ispettore capo della polizia di Shanghai (anche gli altri libri sono usciti in Italia, sempre per Marsilio). Poi: è giusto dire “poliziesco” invece del più moderno e modaiolo “noir”. Ed è un poliziesco dalla partenza lenta, che si attarda a disegnare l’ambientazione sociale un po’ a discapito dell’azione: basti pensare che il primo morto ammazzato compare solo a pagina 150, la prima colluttazione ancora dopo; da metà in poi però gli eventi precipitano e la storia si fa seguire freneticamente fino al finale col botto. Come nella migliore tradizione poliziesca, dal Pepe Carvalho di Montalbàn al Montalbano di Camilleri, per non parlare del capostipite, quel chiattone di Nero Wolfe, la presenza del cibo è tutt’altro che marginale: dal ristorante di lusso che serve le lingue di anatra fritte preferite dall’Imperatrice, alle schifezze sulle bancarelle in strada, i migliori dialoghi si svolgono davanti a un piatto (memorabile una scorpacciata di enormi granchi che darà una svolta all’indagine). Come nella migliore tradizione, il poliziotto ha una vita privata incasinata e una donna che trascura per il lavoro; mentre nella professione vive il dissidio tra etica personale e obblighi dovuti al ruolo, in questo caso ancor più stringenti per le implicazioni politiche. Cosa insolita invece, e nota di colore, la presenza costante di versi e poesie, delle epoche classiche cinesi ma anche dello stesso Mao.

“La via migliore per capire”. I noir nordici di Stieg Larsson e compaesani, che hanno gettato luce sull’anima oscura che si cela dietro l’apparenza sana e sorridente del welfare scandinavo, sono solo l’ultimo esempio. È un fatto che spesso i romanzi raccontino la realtà meglio di un trattato di sociologia. Perché? Ma perché è più facile capire una cosa in concreto che in astratto. Esempio: se diciamo che durante i tre anni della Rivoluzione Culturale sono morte centinaia di migliaia, forse milioni di persone, resta un dato freddo. Diverso è se un personaggio ci racconta della miseria della sua famiglia, dovuta al fatto che il padre ha trascorso anni in un campo di rieducazione, e solo perché le Guardie Rosse avevano deciso che in ogni scuola e fabbrica c’era una percentuale minima obbligatoria di borghesi reazionari, e se non se ne trovavano abbastanza di veri bisognava sceglierli a caso.

“La Cina di oggi”. In realtà, anche se La ragazza che danzava per Mao è ambientato in epoca contemporanea, ciò che viene mostrato molto bene è la Cina di ieri, forse perché Qiu Xiaolong vive negli Usa dal 1989, cioè dalla strage di piazza Tiananmen. Un paese dove la presenza di Mao incombeva in ogni momento della vita pubblica e privata, e in cui nella vita dello stesso Grande Timoniere alle atrocità pubbliche corrispondevano comportamenti personali altrettanto spregevoli: soprattutto nei confronti delle donne, le quattro mogli e le innumerevoli amanti. Ma forse proprio quest’ombra opprimente del passato ci fa capire la Cina odierna: un posto dove chi parla bene di Mao può essere guardato con diffidenza perché sospetto di nostalgia per un’epoca di egualitarismo, ma chi osa parlarne male, o rischia anche involontariamente di intaccarne il mito, viene stritolato dalla macchina del regime. Insomma, “come fai sbagli”: se non è un proverbio cinese, poco ci manca.

Annunci


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...