Jazz da Battaglia

(Articolo uscito sul numero di marzo del mensile sportivo Correre)

Stefano Battaglia trio, The river of Anyder, Ecm

Nel jazz il piano trio (pianoforte-contrabbasso-batteria) è una delle formazioni più classiche, e più abusate. Spesso sbilanciato sulle smanie egocentriche del pianista, si presta perciò facilmente a essere declinato con stufosi virtuosismi o romanticismi sdolcinati. Niente di tutto questo succede in The river of Anyder, album pubblicato qualche mese fa da Stefano Battaglia per la prestigiosa etichetta tedesca Ecm. Il trio suona fresco e intrigante, melodico ma non banale, misterioso quel tanto che basta per farsi ascoltare, però abbastanza discreto da non distrarre. Certo presenta un’alternanza di umori, frequenti cambi di tempo, ritmi lenti (raramente) e poi veloci e poi medi e così via: sembra quindi proprio l’ideale per una bella sessione di fartlek. Se invece volete andare diritti senza fermarvi mai, allora mettete in loop la traccia numero 3, Ararat dance: il passo sostenuto, l’armonia ripetitiva e la melodia vagamente araba vi ipnotizzeranno, al punto che non sentirete più la fatica.

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